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venerdì 27 febbraio 2026

Il 2026 parte con uno strumento nuovo: dobson Explore Scientific 16 ultra light + base con motorizzazione OnStep

Tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 ho voluto cambiare un po' di strumentazione, un po' per curiosita' e un po' per affrontare qualche sfida nuova.

Tante cose nuove e tante cose da imparare.

A ottobre ho venduto il mio fidato C11, dopo anni di onorato servizio, e volevo confrontarmi con qualcosa di diametro maggiore. Ma diametro maggiore vuol anche dire una montatura in grado di gestire un diametro maggiore. La Skywatcher AZEQ6 che usavo con il C11 e' una ottima montatura e gestiva benissimo il C11 ma non era proponibile per diametri, e soprattutto pesi, maggiori. 

La scelta e' quindi caduta sui modelli dobson, di cui avevo poca esperienza, se non per gli strumenti provati in occasione di vari star party.

Una condizione imprescindibile, pero', era che fosse possibile utilizzarlo per fare imaging hi-res, quindi doveva essere motorizzato ( o motorizzabile ). 

Il mio bugdet non era elevato, anzi, quindi ho dovuto a malincuore scartare i modelli artigianali italiani che sono, devo ammetterlo, favolosi. Ho scartato anche lo Skywatcher 16 Synscan, perche' troppo pesante e ingombrante ( altra condizione imprescindibile era che fosse tutto utilizzabile e spostabile da una sola persona ).

Dopo un po' di ricerche, il discorso tuttavia e' lungo e non cosi' lineare, la scelta e' caduta sull'Explore Scientific 16 UL

sabato 29 novembre 2025

Considerazioni sul Celestron C11

Questa non e' una vera e propria prova o recensione di questo famoso e conosciuto telescopio, ma invece qualche commento, valutazione, consiglio anche, per utilizzarlo bene e soprattutto, per chi non ce l'ha e lo vorrebbe acquistare, cosa aspettarsi.

Ho posseduto questo telescopio per una decina di anni, l'ho installato su diverse montature, piccole e medie ( Skywatcher AZEQ5 ed AZEQ6, iOptron ieq45Pro ), l'ho utilizzato sia su un balcone in citta' che su una terrazza in collina, in inverno, primavera, estate ed autunno. 

Posso quindi affermare di conoscerlo bene, avendolo utilizzato sia per il visuale planetario e deepsky, che per l'imaging planetario. 

Partiamo intanto dai dati del C11:

- Schema ottico: Schmidt-Cassegrain

- Diametro: 11 pollici (279mm) 

- Focale: 2800mm

- Peso: 13kg circa + eventuali accessori

- Lunghezza del tubo: 60cm circa

Al mio avevo installato una barra Vixen supplementare per irrigidire il tubo e un focheggiatore esterno micrometrico per una messa a fuoco piu' fine ( assolutamente necessario ).

venerdì 31 ottobre 2025

Una domenica con lo Skywatcher Heliostar 76Ha

Ho avuto l'occasione di avere in prova lo Skywatcher Heliostar 76Ha, gentilmente prestatomi dall'associazione di cui faccio parte. Per una domenica ho potuto utilizzarlo e fare riprendere qualche immagine del Sole, purtroppo con qualche nuvola sottile che lo copriva a tratti.

Non mi soffermo sulle caratteristiche tecniche di questo telescopio che ha riscosso molta attenzione, si trova tutto in rete, ma vediamo invece come si comporta in pratica. Io non sono esperto di telescopi solari Ha ( li ho utilizzati nei vari Sun party ma non posseduti ) e quindi il mio e' un test di un utente medio.

La Skywatcher vende questo telescopio in una comoda valigetta che contiene gia' un primo setup per utilizzarlo out-of-the-box: prisma con filtro BF ( da utilizzare sempre! ) da 31,8mm, un oculare da 20mm con barilotto da 31,8mm, un pratico schermo di protezione da applicare sul tubo e un adattatore per smartphone molto plasticoso.

Il focheggiatore e' il classico crayford Skywatcher che si vede nei rifrattori e nei newtoniani, morbido e pratico per pesi non eccessivi. La barra vixen ha delle smussature alle estremita' per facilitare l'inserimento nei morsetti.

Il peso e' contenuto e non supera i 4kg con gli accessori quindi e' utilizzabile praticamente con tutte le montature.

sabato 23 agosto 2025

Prisma di Herschel SkyRover: prime impressioni ed utilizzo

Dopo le impressioni sull'ottimo Skywatcher 120/1000, ora e' la volta del prisma di Herschel SkyRover con barilotto da 31,8mm, sempre per l'osservazione solare, campo in cui mi sto appassionando per la insospettabile varieta' di argomenti di studio e di osservazione, anche in luce bianca ( per non parlare delle osservazioni nella banda dell'Halpha, campo in cui tutto e' spettacolare! ). 

Il Sole e' sempre fonte di stupore, e' sempre una continua evoluzione di fenomeni, e' sempre affascinante.

Cominciamo col dire che e' assolutamente identico al prisma di Herschel Tecnosky ultimo modello. La fabbrica e' la stessa fabbrica cinese, poi vengono variamente rimarchiati dagli importatori. SkyRover vende soprattutto su Aliexpress ma poi di fatto alla fine sono sempre gli stessi strumenti o accessori ( ad un prezzo inferiore, giusto ricordarlo... ).

Prima di prenderlo avevo letto una ottima recensione su un forum americano e ottime impressioni da altri utilizzatori sempre su forum americani, quindi non ho avuto dubbi per acquistarlo senza problemi, in ogni caso si tratta sempre di una spesa contenuta e male che vada si sono persi un centinaio di euro. 

Da quello che si legge dal produttore e dagli importatori, questo prisma di Herschel puo' essere utilizzato con rifrattori fino a 100-120mm di diametro.

domenica 27 luglio 2025

Skywatcher acromatico 120/1000: prime impressioni

L'ultimo arrivato in casa e' un rifrattore acromatico, molto conosciuto, 120/1000 in livrea glitterata Black Diamond che ho acquistato usato principalmente per l'osservazione del sole. Era un tarlo che avevo in testa da qualche tempo e cosi', trovata una offerta adeguata, l'ho preso. Ho preso poi anche un prisma di Herschel ( ne parlero' in altro prossimo post ). 

Non mi dilungo sulle sue caratteristiche e sulle immagini di questo telescopio che sono disponibili in tanti siti: e' un rifrattore che e' sul mercato da molto tempo, prima con marchi differenti ( Celestron, Konus, Helios, Ziel, ecc ) e ultimamente con il marchio Skywatcher. Questa versione non ha la cella collimabile ed ha un focheggiatore a pignone e cremagliera ( per fortuna!, non amo i crayford economici ) classico del marchio SW.

Nonostante l'abbia acquistato per le osservazioni solari, l'ho testato e provato anche sul cielo notturno perche' comunque ho intenzione di utilizzarlo come telescopio mordi e fuggi per osservazioni veloci senza dover aspettare il cooldown degli altri telescopi che posseggo ( tutti riflettori ). 

Prima di tutto il controllo della collimazione che e' risultata regolare, con gli anelli di diffrazione piu' nitidi in extrafocale, mentre in intrafocale e' presente, ovviamente, dello sferocromatismo che tende ad impastare gli anelli. Direi tutto nella norma, anche confrontato con gli altri acromatici che ho avuto. 

sabato 28 giugno 2025

Inizia l'avventura solare

Era da un po' di tempo che mi frullava in testa l'idea di dedicarmi di nuovo all'osservazione e imaging del Sole, dopo essere stato ad alcuni eventi molto interessanti ( vedi Sun-Day e Festival dell'astronomia ), dopo aver provato vari strumenti e dopo alcune considerazioni personali ( ad esempio il fatto di poter osservare di giorno e potendo quindi incastrare le osservazioni nel tempo libero nelle mattine dei weekend... ).

Non mi considero un esperto di osservazione solare pratica, le mie esperienze passate risalgono agli anni 80/90 e riguardavano l'osservazione con un rifrattore da 50mm con lo schermo di proiezione, come si usava allora. 

I tempi sono cambiati e ho voluto prendermi qualche nuovo 'giocattolo'. Dopo aver letto prove e soppesato vari fattori ( peso, dimensioni, e non da ultimo il costo! ) ho deciso quali erano i miei obiettivi: un rifrattore acromatico Skywatcher 120/1000 e un prisma di Herschel da 31,8mm SkyRover ( del tutto analogo al Tecnosky ), usati ma in condizioni direi come nuove.. 
Per entrambi scrivero' le mie impressioni prossimamente in altri post, non appena li avro' 'spremuti' per bene. L'estate 2025 e' iniziata calda e serena e con il sole che mostra un po' di attivita'. 

sabato 1 marzo 2025

Skywatcher Newton 250PDS - parte 2

Dopo la prima parte dedicata alla parte meccanica e statica dello strumento, vediamo come si comporta sotto al cielo. 

Ho provato a dare una occhiata con l'oculare fornito, il SW 28mm, un funghetto con paraluce twist che ricorda i Pentax XW ( purtroppo solo nella meccanica, l'ottica e' altra cosa ). 

Mi domando come si possa fornire un oculare come questo con un telescopio simile: ha uno schema semplice a 3 lenti, e' limpido e trasparente, ma non puo' essere corretto per un'ottica a f4,7, ed infatti gia' da meta' campo le stelle appaiono distorte. Confrontato con un GSO Superview 30mm, quest'ultimo si comporta meglio, certamente non fino ai bordi, ma con un campo corretto piu' ampio del SW 28mm.

Un'ottica aperta a f4,7 mette in crisi o comunque mette in risalto i difetti degli oculari utilizzati: solitamente il 70/80% del campo e' corretto, il resto 'sfuma' verso il bordo. 

giovedì 13 febbraio 2025

Skywatcher Newton 250PDS - parte 1

Dopo un po' di tempo che mi ero ripromesso di non acquistare altri telescopi ci sono cascato di nuovo.... E sono tornato ai miei vecchi amori adolescenziali, i telescopi Newton! 

Tralascio tutte le considerazioni storico-nostalgiche del caso, mi limito solo a ricordare che nella meta' degli anni '80 per un ragazzo il passo successivo ad un rifrattore da 50/60 mm era un telescopio newton, solitamente declinato nell'eterno 114/900 e similari ( i piu' abbienti potevano aspirare ad un SC da 20cm ). Io sono stato piu' fortunato perche' ho posseduto (e goduto!) un newton Mizar 120/720, venduto purtroppo nel '96, e di cui ho tanti e positivi ricordi. 

Torniamo ai giorni nostri. Era da un po' che mi frullava in testa l'idea di prendermi un newton e cercavo soprattutto i modelli da 250mm di diametro e rapporto focale 4 o 5 in modo da limitare gli ingombri e soprattutto il peso. 

Avrei preso anche un 300mm a f4, ma il peso di 20kg avrebbe messo in difficolta' le montature che posseggo. Perche', ricordiamolo, un telescopio newton sulla carta e' molto semplice: uno specchio primario parabolico, un secondario piano e poi? Un tubo enorme, lungo quasi quanto la focale e quindi non leggero. 

Ho cercato un usato per qualche mese, senza nessuna fretta. Mi allettava un'offerta di un OrionUK da 250 f6,3, nuovo, ma il tubo in alluminio lungo 1,5m non sarebbe stato facile da gestire e mi avrebbe obbligato a cambiare montatura. Per limitare i costi le uniche alternative erano GSO e Skywatcher a f4 o 4,7. Alla fine e' arrivato, un usato come nuovo, tenuto oserei direi maniacalmente bene, completo di correttore di coma. 

L'oggetto della prova, lo Skywatcher 250PDS, un newton 250mm a f4,7.

sabato 18 gennaio 2025

Ouranos - dopo un anno di utilizzo

Giusto a febbraio parlavo di questa app e adesso dopo quasi un anno di utilizzo posso dare qualche valutazione piu' estesa, anche perche' nel frattempo ( e con notevole soddisfazione da parte mia ) l'app si e' rinnovata, non nella sostanza ma in qualche piccolo gradevole particolare.

Partiamo dalla grafica, a cui sono stati apportati alcuni ritocchi, che non ne stravolgono le funzionalita' ma anzi le rendono piu' facili da 'leggere'. 

Le informazioni sono ora disposte in maniera piu' leggibile, sono piu' complete e risultano graficamente molto gradevoli. Come prima alcune funzionalita' sono solo a pagamento, ma la versione gratuita e' comunque usufruibile pienamente.

Migliorata la messaggistica.

Nelle previsioni viene indicato ( o almeno cosi' sembra ) l'algoritmo utilizzato. E per fortuna le previsioni si rivelano il piu' delle volte esatte, con gli scarti maggiori che si rivelano essere quelli relativi alle previsioni del seeing, il vero tallone d'Achille di tutti le app o i siti di previsioni meteorologiche ( vedi anche meteoblue ), ma a cui si puo' supplire con l'esperienza osservativa accumulata negli anni. So riconoscere quando una serata puo' essere dedicata all'hi-res... 

Dopo un anno di utilizzo, questa app si e' dimostrata comunque affidabile ed e' un compagno di osservazioni ormai quasi insostituibile. 

Allego qualche screenshot esplicativo del restyling grafico. 

giovedì 28 novembre 2024

Il trio Baader Classic Ortho 6-10-18

Dopo aver provato la Baader Q-Barlow 2.25x ( davvero un'ottima barlow per corte focali, anche per uso fotografico ), ora tocca ai 3 oculari ortoscopici della stessa serie Classic Ortho ( ci sarebbe anche un 32mm ma e' un plossl ).

Li ho acquistati un po' per caso, uno per uno, perche' volevo qualche ortoscopico a buon prezzo, per le serate dell'alta risoluzione e del campo visivo 'ristretto'. Avevo gia' qualche ortoscopico t-japan d'annata e volevo vedere come si comportavano gli ortoscopici con trattamenti antiriflesso moderni. 

Sono partito dal 10mm e, soddisfatto, sono passato al 18mm. Ho preso il 6mm solo per completare la serie e l'ho confrontato con un t-japan di pari focale ( qui ). Alla fine ho tenuto anche il 6mm, che e' comunque una focale che uso solo in serate di buon seeing.

mercoledì 31 luglio 2024

Gli oculari GSO SuperView 30mm & 42mm

I GSO SuperView sono oculari economici, declinati in varie focali ( se non mi sbaglio da 15mm e 20mm con barilotto da 31,8mm, 30mm, 42mm e 50mm con barilotto da 2 pollici ), made in Taiwan, molto spesso forniti con i dobson del marchio GSO/Tecnosky/TS. 

Non ho esperienza delle focali piu' corte (15 & 20) ma ho posseduto un 42mm e ora possiedo e uso con profitto il 30mm. Uso le focali lunghe solo per cercare gli oggetti e quindi non ho mai sentito il bisogno di avere oculari di pregio e costosi (es: Televue o Pentax ) per queste focali. Li ho provati e li ho trovati fantastici ( soprattutto i Televue, un po' meno i Pentax XW da 30 e 40mm ) ma il costo e il peso non mi hanno mai invogliato all'acquisto. Nelle focali piu' lunghe di 25mm ho avuto un Maxvision 28mm/68 gradi (analogo al fratello Explore Scientific) che non mi capacito ancora perche' ho venduto (era ottimo ma pesante come una granata), qualche Plossl da 32 e 40mm ( con una visione stile buco della serratura ) e un Baader Hyperion Aspheric da 36mm che non mi ha mai convinto.

L'equivoco sui Superview nasce dal fatto che erano ( o forse sono ancora ) dati in dotazione con i dobson fabbricati da GSO ( e variamente rimarchiati TS ), quindi con telescopi dal rapporto focale molto aperto, tipicamente f4-f5, quindi poco adatti ad oculari Erfle semplici come sono i Superview. 

mercoledì 24 aprile 2024

Planetary astronomy - un libro fondamentale

Ho sempre pensato che un buon libro di astronomia fosse equiparabile ad uno strumento astronomico e il libro in questione ne e' la prova. 

Negli anni '80 avevo acquistato quello che era il vero must dell'epoca per quanto riguardava l'imaging analogico ( non ce n'erano molti a disposizione, a dire il vero, in lingua italiana ), Fotografia Astronomica di Walter Ferreri, un bel sunto generico di quelle che erano le tecniche disponibili. Da allora, la tecnologia e' totalmente cambiata, in tutti i sensi, sono usciti molti altri libri di fotografica a carattere astronomico ( negli ultimi anni molto belli quelli di Daniele Gasparri ) e pochi anni fa ( un paio ) e' uscito il libro Planetary astronomy, a cura di Christophe Pellier, acquistabile solo online.

Dopo una settimana dall'ordine, mi e' arrivato il libro: 288 pagine patinate, grande formato, copertina morbida

L'ho sfogliato con trepidazione perche' sapevo gia' che era un gran bel lavoro, ma non me lo aspettavo cosi' completo. Attenzione: non e' un libro solo di imaging planetario, ma come dice il sottotitolo si parla di Observing, imaging and studying the planets, gli argomenti trattati sono molti e sono trattati con completezza e competenza. Se 288 pagine vi sembrano poche, in realta' il font utilizzato e' piccolo e quindi ogni pagina e' piena di informazioni. Ogni argomento e' trattato in modo rigoroso da un autore diverso e il testo e' correlato di numerose immagini, schemi e grafici, tutto a colori.

domenica 24 marzo 2024

Termoisolare un telescopio Schmidt-Cassegrain - parte 2

L'idea di dover sacrificare una serata osservativa ( visto anche quanto sono poche! ) a causa dell'acclimatamento del telescopio non mi andava giu'. 

Non ho, per ora, la possibilita' di poter modificare il tubo con l'aggiunta di ventole sul primario ne, peggio, di poter cambiare telescopio ( anche perche' il mio C11 mi ha sempre dato soddisfazioni e, analizzando lo star test, credo sia un esemplare riuscito bene ). 

E non sono l'unico a dover combattere con le correnti d'aria piu' fredda durante la notte. 

Ma cosa succede in realta'? Ammettiamo che dopo 3 ore di acclimatamento ( magari con l'aiuto di un astrocooler ) l'interno del tubo abbia una temperatura simile a quella dell'esterno, dell'aria.

Se arriva una corrente d'aria improvvisa ( colpo di vento freddo ), il tubo si raffredda essendo di lamierino ma l'aria all'interno non riesce subito ad essere in equilibrio e crea delle correnti interne o delle 'sacche' di aria piu' calda. 

La luce deve passare sia da queste sacche di aria piu' calda che da quella piu' fredda, causando chiaramente delle deformazioni della figura di diffrazione. 

In piu', l'aria fredda improvvisa deforma lo specchio ( ovviamente si parla di scarti molto piccoli ) che si deve assestare. 

Osservando con il C11 soprattutto nei mesi caldi non ho mai dovuto affrontare prima questi problemi ( d'estate il C11 sfoggia sempre stelle puntiformi ).

sabato 24 febbraio 2024

Ouranos - una nuova app ( ben fatta! ) per astrofili

Ho letto sulla newsletter di Coelum di questa nuova app per tutti gli astrofili. Le sue caratteristiche hanno subito attirato la mia attenzione e cosi' l'ho installata al volo. E' gratis. 

Premessa: attualmente io utilizzo 2 strumenti per aiutarmi nella valutazione del tempo atmosferico per le mie osservazioni. Uno e' il classico e innovativo Meteoblue, usatissimo da tutti gli astrofili; l'altro e' una app per Android che ho preso a pagamento sul Play Store, Meteo&Radar

Meteoblue l'ho sempre usato per le previsioni del seeing ( funzionalita' utile e che ho trovato finora solo in questo sito ), mentre Meteo&Radar per le previsioni di copertura nuvolosa ( ha una bellissima animazione dell'evoluzione nuvolosa con le immagini da satellite ). 

Ah, dimenticavo, uso un terzo strumento, gratuito e insostituibile: l'esperienza di anni passati sotto le stelle :-)

Ora questa nuova app Ouranos promette di inglobare sia le previsioni sulla copertura nuvolosa che sul seeing ( piu' altre varie amenita' ) in un unico posto. 

sabato 27 gennaio 2024

Termoisolare un telescopio Schmidt-Cassegrain - parte 1

Entro in un argomento per certi versi molto dibattuto e controverso sui forum ( soprattutto stranieri ), ma che ho voluto affrontare perche' sono stato costretto da alcune esperienze che ho avuto in questo ultimo periodo. Non so perche' in Italia non sia molto approfondito, forse per il nostro clima mite, ma comunque qui in nord Italia abbiamo a volte delle variazioni di temperatura come nei paesi nordici o in nord America. 

Comunque, meglio partire dall'inizio. Un paio di anni fa mi sono imbattuto in alcune recensioni di Celestron 11 e 14 di un sito austriaco ( http://www.mystarrynights.at/tst/C11/ e http://www.mystarrynights.at/tst/C14/ ) in cui si parlava di isolare il tubo con del materiale che viene utilizzato per il retro dei termosifoni, di basso costo e montaggio facilissimo ( nei siti stranieri parlano di Reflectix, basta googlare questo nome per trovare subito parecchi risultati ). Le immagini a contorno delle 2 recensioni parlavano da sole. Devo dire che all'epoca mi avevano molto incuriosito, essendo proprietario di un C11, di cui sono molto soddisfatto. Devo anche aggiungere che avevo pensato che non mi servisse un simile trattamento, lasciando fuori il telescopio per 3 ore prima di osservare e utilizzando, se serve, un astrocooler autocostruito ( vedi qui ). 

mercoledì 27 settembre 2023

Filtro Baader UHC-S L-Booster: qualche test

Mi e' capitato di acquistare su Astrosell, per puro caso, il filtro Baader UHC-S L-Booster ( nome piuttosto lungo! ) da 2 pollici, usato e a un buon prezzo. Possedevo gia' un filtro UHC, ma con barilotto da 31,8mm, acquistato da Tecnosky ( sul barilotto non c'e' una marca precisa, credo sia Optolong il produttore effettivo cinese, come per tantissimi altri filtri variamente rimarchiati ). 

I filtri da 2 pollici sono molto piu' comodi da utilizzare, basta avvitarli al diagonale da 2 pollici ( cosi' sono disponibili anche per oculari da 2 pollici di barilotto ) o al riduttore portaoculari da 2 pollici, in modo che al cambio di oculare ( ovviamente da 31,8mm! ) si ha sempre il filtro disponibile senza dover ogni volta svitare e avvitare.

Il filtro Baader UHC-S e' uno dei piu' diffusi ed e' presente da molti anni sul mercato, con opinioni sempre positive. La scatolina e' la classica Baader, uguale a quella degli altri filtri, con sopra un esempio dello spettro passante.

E' un filtro broadband, con una banda passante di 62nm, amplissima, e quindi per un uso molto generico. La costruzione e' la classica Baader, con una utile zigrinatura per avvitare/svitare. Coating del filtro perfetto. Come sempre i prodotti Baader hanno una qualita' molto alta.

Devo dire che i filtri cosidetti 'nebulari', siano ad ampia o stretta banda passante, sono accessori necessari per gli astrofili. Anche in presenza di cieli bui, l'effetto di aumento del contrasto e' evidente e la visione piu' interessante, a volte quasi tridimensionale. Per quanto riguarda i filtri colorati per l'osservazione dei pianeti o della Luna sono invece piu' cauto, non ho mai trovato un reale effetto migliorativo ( magari non ho mai provato filtri di qualita'.. ), non mi e' mai sembrato di vedere di piu'. 

Per testarlo, ho deciso di metterlo a confronto con un filtro UHC Tecnosky da 31,8mm ( di cui non conosco la banda passante e la trasmissione luminosa ) e con un filtro OIII Svbony da 2 pollici, con banda passante di 25nm ( filtro economico ma di prestazioni dignitose, insolitamente buone per il prezzo di acquisto molto basso come descritto qui e qui ). 

sabato 29 aprile 2023

Essere contenti della propria strumentazione

Essere astrofili, volenti o nolenti, vuol dire combattere una dura lotta contro una malattia subdola e potente, che a volte non lascia scampo al portafoglio del malcapitato che ne e' colpito. E non ne conosco uno che non ne sia colpito ( se non ne e' colpito non e' un astrofilo... 😁 ).

Questa malattia, che ho paura anche a nominare, risponde al nome di strumentite ( di sottofondo ci stava un bel rumore di tuono ). 

E' una malattia, assieme alla sua variante ocularite, che mette il povero astrofilo contro il partner, gli amici, la carta di credito, il conto in banca. Che gli fa passare le serate nuvolose o piovigginose a passare in rassegna gli annunci di astrosell o i siti di vendita di attrezzatura astronomica, in cerca di qualche nuovo ammennicolo da aggiungere alla propria collezione. Oppure a leggere i test degli strumenti per valutare il prossimo telescopio che dovra' essere come sempre migliore di quello che si possiede gia'. Purtroppo non sempre e' cosi' e talvolta, mi e' capitato in passato e mi mordo le mani a pensarci, quello che si vende e' meglio di quello che si e' acquistato in seguito... La strumentite fa perdere ogni briciolo di razionalita', non si spiegherebbe altrimenti come mai su astrosell c'e' gente che vende e acquista in continuazione, cambiando strumenti ogni pochi mesi. Forse non era cosi' una volta, prima dell'avvento di internet? Non lo so, all'epoca non avevo soldi. La strumentite fa regredire l'astrofilo ad un eterno bambino in cerca di sempre nuovi balocchi. La strumentite ti fa uscire anche in serate brutte solo per testare il nuovo accessorio acquistato.

domenica 8 gennaio 2023

Sfida tra ortoscopici: T-Japan 6mm vs Baader Classic Ortho 6mm

Ortoscopico: oculare che restituisce una immagine con correzione ottica uniforme su tutto il campo apparente ( dal greco visione corretta ).

Quando si parla di oculare ortoscopico si intende solitamente lo schema di Abbe ( che lo creo' nel 1880 ): un tripletto ( lente di campo, verso il telescopio ) e una lente oculare ( verso l'osservatore) piano-convessa con la convessita' verso l'interno. Storicamente erano identificati dalla sigla OR. 

Gli ortoscopici sono sempre stati i migliori, o tra i migliori, oculari per l'alta risoluzione: stelle doppie, Luna, pianeti, e non possono mancare nella dotazione di ogni astrofilo. Negli ultimi anni sono stati un po' relegati in disparte a favore di oculari con campo apparente piu' ampio, perche' gli ortoscopici hanno un campo solitamente di 40-45 gradi apparenti e una estrazione pupillare molto ridotta ( circa 0,8 x focale ), ma dalla loro hanno il fatto di essere molto trasparenti ( hanno solo 4 lenti al contrario di quelli con campo apparente piu' ampio che ne hanno 6 o piu' ) e molto corretti dalle aberrazioni, sia cromatiche che geometriche. Si usa dire che e' sempre meglio avere meno vetro possibile per le osservazioni hi-res ( less is more ). Meno lenti significa anche una immagine piu' stabile, e questo aiuta nelle osservazioni ad alto ingrandimento a cogliere i rari momenti di calma atmosferica.

E ora veniamo ai 2 contendenti, che sono entrambi ortoscopici da 6mm ma non sono uguali nelle loro caratteristiche: il classico T-Japan 6mm e il Baader BCO 6mm.

lunedì 26 dicembre 2022

Il collimatore Reego pro: un vero toccasana!

A volte ci sono piccole cose che possono cambiare, in meglio!, la vita dell'astrofilo. Senza retorica, il collimatore Reego ( ma penso anche gli altri basati su led e copiati da questo ) e' una di queste. 

Intendiamoci, per la collimazione, a parte esigenze veramente particolari, potrebbe bastare lo star test ma perche' non avere un po' di comodita' in piu'?

Non mi voglio dilungare su cosa voglia dire l'acronimo R.e.e.g.o. ( Recognisement of Elements Extraxiality through Glows Observation; Recognisement of Elements Extraxiality by Glance Observation ) e sulle sue caratteristiche, che si possono trovare in rete, ma sull'utilizzo che ne ho fatto sui miei telescopi e sull'esperienza che ho tratto dopo qualche utilizzo.

C'e' da dire che il suo utilizzo, e aggiungo la sua utilita', e' diverso a seconda del tipo di schema ottico del telescopio usato. Ma andiamo con ordine.

Il problema della collimazione di un telescopio si presentera' sicuramente prima o poi nella vita di ogni astrofilo. 

sabato 8 ottobre 2022

Tecnosky rifrattore 152/900 v3 - parte 2

Dopo l'introduzione, ho voluto fare almeno una decina di uscite con questo telescopio prima di esprimere un giudizio, in modo da testarlo in svariate situazioni di seeing e trasparenza del cielo oltreche' di oggetti astronomici osservati. Ho avuto modo anche di confrontarlo con gli altri telescopi che possiedo, anche se sono destinati ad usi diversi ( piu' propensi all'alta risoluzione o al cielo profondo ). 

La prima impressione che ho avuto e' che e' uno strumento specializzato, mi spiego, non e' un tuttofare, non e' un allround con cui si puo' fare tutto. Era quello che mi aspettavo ed e' stato confermato, in parte

Perche', c'e' un pero'. Perche' dopo un po' di utilizzo sono rimasto stupito delle sue prestazioni. Non gli si puo' chiedere di essere un apo ( il prezzo non mente ) e nemmeno un doppietto ED ( anche in questo caso il prezzo non mente ), ma come acromatico corto non e' niente male. In realta', basta accettare quella che e' la sua natura di acromatico con cromatismo sugli oggetti luminosi, perche' la qualita' ottica c'e', la nitidezza, la focalizzazione, lo snap test, sono molto buoni e possono dare risultati non aspettati.