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martedì 31 dicembre 2024

Giove, per chiudere in bellezza il 2024

Il 2024 si e' chiuso con un periodo di alta pressione e di tempo sereno. Sereno e limpido ma non calmo, anzi. Alcune serate erano secche ma con un vento che si alzava dopo il tramonto del sole che portava un bel po' di turbolenza. 

E poi, finalmente, il 29 e il 30 dicembre ( forse anche il 31 ma ero annebbiato dai fumi dell'alcool :-) ) ecco la svolta. 

Ero uscito con il GSO Classic Cassegrain 8 per un serata osservativa dei pianeti, ma senza pretese, visto che le serate precedenti non erano state molto proficue, limpide si ma con un seeing

piustosto scarso... 

Dopo aver lasciato il tubo ottico ad acclimatarsi per un paio di ore, ho iniziato la fase di allineamento e ho notato subito che qualcosa era diverso dalle serate precedenti. La conferma l'ho avuta quando ho inquadrato Giove. A 266x la quantita' di dettagli era impressionante e difficile da elencare. I festoni e i wos ( white oval sport ) erano evidenti e soprattutto il pianeta non ribolliva nella turbolenza. 

Ho portato fuori subito la valigetta dell'attrezzatura fotografica e dopo qualche problema con il backfocus del treno ottico ho iniziato a riprendere filmati grezzi con la ZWO Asi 224 combinata con la Baader Vip Barlow.

I risultati parlano da soli.

E con questo fine anno, spero e auguro a tutti un meraviglioso 2025!

giovedì 14 dicembre 2023

Qualche scatto dell'opposizione 2023 di Giove

La seconda meta' del 2023 ha portato le opposizioni dei 2 giganti gassosi del sistema solare, Saturno e Giove. 

Per il primo purtroppo la declinazione meridionale non ha agevolato le osservazioni e le riprese in alta risoluzione, sempre disturbate da molta turbolenza e foschie. 

Giove invece si e' mostrato alto nel cielo e rispetto agli anni scorsi e' stato piu' agevole riprenderlo, soprattutto fino a meta' ottobre. Da novembre il cielo dalle mie parti, a 200m in collina, e' sempre stato molto turbolento. 

Qualcosa comunque, e di positivo, e' stato possibile ricavare e ne allego qualche esempio.  

Le riprese sono state tutte eseguite con C11 ( la prima, purtroppo con parecchia turbolenza ) e CC8 ( le altre 2 ), con la barlow Baader 2,25X ( a 1,3x ), camera di ripresa ZWO Asi 224, ed elaborazioni con AS3 e Registax6.

sabato 29 aprile 2023

Essere contenti della propria strumentazione

Essere astrofili, volenti o nolenti, vuol dire combattere una dura lotta contro una malattia subdola e potente, che a volte non lascia scampo al portafoglio del malcapitato che ne e' colpito. E non ne conosco uno che non ne sia colpito ( se non ne e' colpito non e' un astrofilo... 😁 ).

Questa malattia, che ho paura anche a nominare, risponde al nome di strumentite ( di sottofondo ci stava un bel rumore di tuono ). 

E' una malattia, assieme alla sua variante ocularite, che mette il povero astrofilo contro il partner, gli amici, la carta di credito, il conto in banca. Che gli fa passare le serate nuvolose o piovigginose a passare in rassegna gli annunci di astrosell o i siti di vendita di attrezzatura astronomica, in cerca di qualche nuovo ammennicolo da aggiungere alla propria collezione. Oppure a leggere i test degli strumenti per valutare il prossimo telescopio che dovra' essere come sempre migliore di quello che si possiede gia'. Purtroppo non sempre e' cosi' e talvolta, mi e' capitato in passato e mi mordo le mani a pensarci, quello che si vende e' meglio di quello che si e' acquistato in seguito... La strumentite fa perdere ogni briciolo di razionalita', non si spiegherebbe altrimenti come mai su astrosell c'e' gente che vende e acquista in continuazione, cambiando strumenti ogni pochi mesi. Forse non era cosi' una volta, prima dell'avvento di internet? Non lo so, all'epoca non avevo soldi. La strumentite fa regredire l'astrofilo ad un eterno bambino in cerca di sempre nuovi balocchi. La strumentite ti fa uscire anche in serate brutte solo per testare il nuovo accessorio acquistato.

mercoledì 27 luglio 2022

La stagione dei globulari

 

Dopo il cielo primaverile, cosi' pieno di galassie luminose e pressoche' facili ( si pensi al Leone, alla Vergine, alla Chioma di Berenice, ai Cani da Caccia, all'Orsa Maggiore ), il cielo di inizio estate e' il regno degli ammassi globulari. 
Oggetti bellissimi da osservare, ammassi di stelle non piu' giovani che popolano l'alone sferico della nostra galassia. Oggetti che solitamente si possono osservare, tranne i piu' deboli, anche da cieli non troppo bui. 
Oggetti che non sono tutti uguali, perche' ognuno ha la sua particolarita'.
Due serate alternando il CC8 al C11 ( 2 visioni differenti, piu' contrasto nel CC8, piu' stelle nel C11 ), sulla montatura iOptron ieq45PRO, con il suo ottimo software ed un GO-TO che non perde un colpo. Tutti gli oggetti nel campo inquadrato, anche a 200x, magari non sempre al centro ma comunque a portata di campo inquadrato. 
Rilassati, con una bibita fresca a godersi un po' di fresco notturno. Un modo anche per lasciarsi i pensieri alle spalle e ritrovare serenita' nell'osservare il cielo.
In ordine di catalogo di Messier, che, a differenza del catalogo NGC e seguenti, non segue un ordinamento per ascensione retta... Una lista non esaustiva, solo una traccia per perdersi nel cielo estivo alla ricerca di questi oggetti cosi' affascinanti.Vi siete mai chiesti come potrebbe essere vivere su un pianeta che orbita attorno ad una stella di un ammasso globulare?

mercoledì 16 febbraio 2022

Un anno con il GSO Classic Cassegrain 8


Poco piu' di un anno fa circa ho preso il GSO Classic Cassegrain da 8 pollici, perche' volevo provare qualcosa di diverso dagli SC, volevo soprattutto un riflettore puro, solo specchi senza correttori.

Inoltre, che avesse il tubo aperto. Avevo avuto problemi di condensa sulla lastra del C8, nonostante usassi un bel paraluce, e non mi sono mai piaciuti i sistemi che riscaldano la lastra degli SC ( possono creare turbolenza locale e io ne ho gia' tanta di quella atmosferica ).

Mi incuriosiva lo schema Cassegrain classico, per anni lo schema prediletto dei telescopi professionali.

Bene, dopo aver letto un paio di recensioni positive e qualche post nei forum americani, un anno fa mi sono deciso e l'ho preso.

Ora, a distanza di un anno circa, dopo aver fatto grossomodo una cinquantina di uscite con il CC8, posso tirare le somme.

lunedì 7 giugno 2021

Deep sky quasi cittadino nel cielo primaverile con il Classical Cassegrain 8

Pur non avendolo acquistato per il deep sky ( per quello ho il C11 ), potendo sfruttare un periodo di qualche giorno di buona trasparenza del cielo, ho voluto mettere alla prova l'ottimo Classical Cassegrain 8 su qualche oggetto piu' difficile delle classiche galassie piu' luminose. 

Lo strumento ha dato prova di essere un valido performer per l'alta risoluzione ( sulla Luna ad esempio mi ha restituito delle visioni che il C8, nelle medesime condizioni, non mi aveva mai dato ), con immagini pulite e contrastate, ma chiaramente il deep sky piu' spinto e' un'altra cosa. Servono centimetri e un cielo all'altezza. Il luogo da dove osservo solitamente ( circa 60m di altitudine, in mezzo ai palazzi ) ha un indice di Bortle 8-9, con un SQM di 18.25 ( * dati del 2015 ), senza contare il disturbo di varie luci puntate verso il balcone nel quale sono piazzato.

Fortunatamente da un anno circa ho la possibilita' di osservare anche da un luogo piu' ameno, in collina a circa 200m di altitudine, con un cielo di classe Bortle 5 con SQM 19.70 ( * sempre dati del 2015 ), quindi un pelino migliore, ma sufficiente a raccogliere qualche fotone in piu' dagli oggetti piu' deboli...

mercoledì 28 aprile 2021

Mystarrynights.at testa il Classical Cassegrain 8


In rete ho trovato un test del CC8 su un sito austriaco molto popolare:  http://www.mystarrynights.at/tst/TS%20203%20f12%20Cassegrain/

Condivido molto delle loro positive impressioni e anche il lavoro iniziale di collimazione ( che sembra abbastanza comune con i prodotti GSO ) che porta poi a ottimi risultati sul cielo.

Il loro approccio utilizza sempre i laser per la collimazione iniziale, ma chi non lo ha, basta un cheshire. Sempre, sempre, sempre, e' poi lo star test a dare il tocco finale.

Non menzionano il focheggiatore, secondo me vero tallone d'Achille del telescopio...


Buona lettura ( il testo e' in tedesco ma ci aiuta Google Translator )!



lunedì 8 marzo 2021

GSO Classical Cassegrain 8 - parte 2

 

Dopo la presentazione dello strumento, eccoci al test vero e proprio sul cielo e alle mie impressioni a confronto con il mio ex C8xlt; dopo una decina di uscite penso di avere abbastanza dati a disposizione per tirare le somme e dare un giudizio equilibrato dello strumento in questione.

Per il test, lo strumento e' stato montato su una montatura iOptron ieq45 PRO AZ, che ovviamente lo regge senza problemi.

Tutto questo test e' incentrato sul Cassegrain Classic 8 e sulle differenze rispetto al suo competitor principale, cioe' il C8xlt. Naturalmente, si basa sulle esperienze che ho, e ho avuto, sugli esemplari in mio possesso. 

Una premessa e' d'obbligo: sul CC8 va curata la collimazione; ho notato che rispetto ad altri telescopi, una scollimazione, anche di poco conto, puo' portare ad un degradamento consistente delle immagini in alta risoluzione.


La collimazione non e' velocissima ma non e' assolutamente difficile, basta utilizzare gli strumenti adatti, che in questo caso sono un cheshire e 3 chiavi a brugola ( non comprese con il telescopio ) da 2,5, 3 e 4 mm.

Si parte di giorno con la collimazione del secondario ( ottima cosa che non si debba usare un cacciavite ma una chiave a brugola da 4mm ) usando il cheshire e centrando il marcatore sul secondario. 

Di notte, a ingrandimenti crescenti, controllando su una stella sfocata se c'e' coma, si agisce sul primario, sbloccando con la vite a brugola da 2,5mm e regolando con quella da 3mm.

Per ultimo si ricontrolla di nuovo la collimazione del secondario ed il gioco e' fatto. La collimazione viene mantenuta quindi puo' essere un'operazione da compiere ogni tanto ( ma io sono pignolo e controllo spesso ).

In rete si trovano comunque vari tutorial e posso confermare che non e' difficile, nella mia esperienza ho trovato piu' difficile collimare i Newton, soprattutto quelli piu' aperti di f5.

giovedì 4 febbraio 2021

GSO Classical Cassegrain 8 - parte 1

Il GSO ( Guan Sheng Optical ) Classical Cassegrain da 8 pollici e' uscito pochi anni fa, dopo che GSO ha proposto da molti anni, e continua a proporre, il suo RC ( Ritchey-Chretien ) da 8 pollici, molto apprezzato come astrografo.

Questo nuovo CC 8 riprende molte soluzioni del RC, a partire dal tubo, dal baffling interno, dalle barre e dal focheggiatore di serie.

Perche' l'ho acquistato? Per vari motivi ma soprattutto perche' volevo sostituire il C8 con un tubo aperto ( per evitare problemi di condensa, che ultimamente, nonostante un generoso paraluce, mi hanno infastidito parecchio e per un cooldown piu' veloce ) e riflettore 'puro', per non avere limitazioni nell'imaging oltre il visibile. Ammetto che l'ho preso anche per curiosita', per provare qualcosa di diverso. Avevo ovviamente preso in considerazione i vari Mewlon da 180mm e 210mm, ma il prezzo troppo alto nel nuovo e prezzi imbarazzanti nell'usato di alcuni negozianti mi hanno fatto desistere.