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sabato 29 novembre 2025

Considerazioni sul Celestron C11

Questa non e' una vera e propria prova o recensione di questo famoso e conosciuto telescopio, ma invece qualche commento, valutazione, consiglio anche, per utilizzarlo bene e soprattutto, per chi non ce l'ha e lo vorrebbe acquistare, cosa aspettarsi.

Ho posseduto questo telescopio per una decina di anni, l'ho installato su diverse montature, piccole e medie ( Skywatcher AZEQ5 ed AZEQ6, iOptron ieq45Pro ), l'ho utilizzato sia su un balcone in citta' che su una terrazza in collina, in inverno, primavera, estate ed autunno. 

Posso quindi affermare di conoscerlo bene, avendolo utilizzato sia per il visuale planetario e deepsky, che per l'imaging planetario. 

Partiamo intanto dai dati del C11:

- Schema ottico: Schmidt-Cassegrain

- Diametro: 11 pollici (279mm) 

- Focale: 2800mm

- Peso: 13kg circa + eventuali accessori

- Lunghezza del tubo: 60cm circa

Al mio avevo installato una barra Vixen supplementare per irrigidire il tubo e un focheggiatore esterno micrometrico per una messa a fuoco piu' fine ( assolutamente necessario ).

sabato 26 ottobre 2024

Astrocooler versione light

Mi ero gia' occupato di crearmi un astrocooler, con un ventilatore da barbecue, che aveva pero' un difetto: la dipendenza dalle pile stilo. Era tedioso doverle cambiare spesso. Ho cambiato quindi approccio, sempre pero' cercando le soluzioni piu' economiche: ecco quindi l'astrocooler versione light!

Per chi non sapesse cosa e' un astrocooler, e' un qualcosa che serve a far acclimatare i telescopi che hanno il tubo chiuso da una lastra frontale, ad esempio gli Schmidt Cassegrain o i Maksutov, soprattutto per quelli che non hanno delle feritoie ( es. Celestron Edge HD ) o delle ventole per lo scambio termico.

Ne esistono in commercio ma hanno dei prezzi a dir poco scandalosi. Con pochi euro si possono costruire da soli e in piu' si aggiunge la soddisfazione personale di aver creato qualcosa di utile alla propria passione astronomica.

Con l'arrivo della stagione fredda torno ad usare gli astrocooler per velocizzare l'acclimatamento del C11, stavolta cambiando approccio: invece di iniettare aria fredda nel tubo, estraggo quella presente nel tubo ( il che mi permette di non dover utilizzare un filtro per l'aria immessa, ne di dovermi preoccupare che entri umidita' nel tubo ).

I materiali utilizzati sono stati veramente pochi: un foglio o un ritaglio di plastica, per realizzare il barilotto, nastro telato, carta velluto ( opzionale, io ne ho sempre qualche pezzo ), una ventola per pc con connettore usb, una powerbank piccola ( sono di solito dei gadget che danno alle fiere, hanno una capienza limitata ma sufficiente per il nostro scopo, la ventolina non consuma troppo ).

domenica 24 marzo 2024

Termoisolare un telescopio Schmidt-Cassegrain - parte 2

L'idea di dover sacrificare una serata osservativa ( visto anche quanto sono poche! ) a causa dell'acclimatamento del telescopio non mi andava giu'. 

Non ho, per ora, la possibilita' di poter modificare il tubo con l'aggiunta di ventole sul primario ne, peggio, di poter cambiare telescopio ( anche perche' il mio C11 mi ha sempre dato soddisfazioni e, analizzando lo star test, credo sia un esemplare riuscito bene ). 

E non sono l'unico a dover combattere con le correnti d'aria piu' fredda durante la notte. 

Ma cosa succede in realta'? Ammettiamo che dopo 3 ore di acclimatamento ( magari con l'aiuto di un astrocooler ) l'interno del tubo abbia una temperatura simile a quella dell'esterno, dell'aria.

Se arriva una corrente d'aria improvvisa ( colpo di vento freddo ), il tubo si raffredda essendo di lamierino ma l'aria all'interno non riesce subito ad essere in equilibrio e crea delle correnti interne o delle 'sacche' di aria piu' calda. 

La luce deve passare sia da queste sacche di aria piu' calda che da quella piu' fredda, causando chiaramente delle deformazioni della figura di diffrazione. 

In piu', l'aria fredda improvvisa deforma lo specchio ( ovviamente si parla di scarti molto piccoli ) che si deve assestare. 

Osservando con il C11 soprattutto nei mesi caldi non ho mai dovuto affrontare prima questi problemi ( d'estate il C11 sfoggia sempre stelle puntiformi ).

sabato 27 gennaio 2024

Termoisolare un telescopio Schmidt-Cassegrain - parte 1

Entro in un argomento per certi versi molto dibattuto e controverso sui forum ( soprattutto stranieri ), ma che ho voluto affrontare perche' sono stato costretto da alcune esperienze che ho avuto in questo ultimo periodo. Non so perche' in Italia non sia molto approfondito, forse per il nostro clima mite, ma comunque qui in nord Italia abbiamo a volte delle variazioni di temperatura come nei paesi nordici o in nord America. 

Comunque, meglio partire dall'inizio. Un paio di anni fa mi sono imbattuto in alcune recensioni di Celestron 11 e 14 di un sito austriaco ( http://www.mystarrynights.at/tst/C11/ e http://www.mystarrynights.at/tst/C14/ ) in cui si parlava di isolare il tubo con del materiale che viene utilizzato per il retro dei termosifoni, di basso costo e montaggio facilissimo ( nei siti stranieri parlano di Reflectix, basta googlare questo nome per trovare subito parecchi risultati ). Le immagini a contorno delle 2 recensioni parlavano da sole. Devo dire che all'epoca mi avevano molto incuriosito, essendo proprietario di un C11, di cui sono molto soddisfatto. Devo anche aggiungere che avevo pensato che non mi servisse un simile trattamento, lasciando fuori il telescopio per 3 ore prima di osservare e utilizzando, se serve, un astrocooler autocostruito ( vedi qui ). 

giovedì 14 dicembre 2023

Qualche scatto dell'opposizione 2023 di Giove

La seconda meta' del 2023 ha portato le opposizioni dei 2 giganti gassosi del sistema solare, Saturno e Giove. 

Per il primo purtroppo la declinazione meridionale non ha agevolato le osservazioni e le riprese in alta risoluzione, sempre disturbate da molta turbolenza e foschie. 

Giove invece si e' mostrato alto nel cielo e rispetto agli anni scorsi e' stato piu' agevole riprenderlo, soprattutto fino a meta' ottobre. Da novembre il cielo dalle mie parti, a 200m in collina, e' sempre stato molto turbolento. 

Qualcosa comunque, e di positivo, e' stato possibile ricavare e ne allego qualche esempio.  

Le riprese sono state tutte eseguite con C11 ( la prima, purtroppo con parecchia turbolenza ) e CC8 ( le altre 2 ), con la barlow Baader 2,25X ( a 1,3x ), camera di ripresa ZWO Asi 224, ed elaborazioni con AS3 e Registax6.

mercoledì 27 luglio 2022

La stagione dei globulari

 

Dopo il cielo primaverile, cosi' pieno di galassie luminose e pressoche' facili ( si pensi al Leone, alla Vergine, alla Chioma di Berenice, ai Cani da Caccia, all'Orsa Maggiore ), il cielo di inizio estate e' il regno degli ammassi globulari. 
Oggetti bellissimi da osservare, ammassi di stelle non piu' giovani che popolano l'alone sferico della nostra galassia. Oggetti che solitamente si possono osservare, tranne i piu' deboli, anche da cieli non troppo bui. 
Oggetti che non sono tutti uguali, perche' ognuno ha la sua particolarita'.
Due serate alternando il CC8 al C11 ( 2 visioni differenti, piu' contrasto nel CC8, piu' stelle nel C11 ), sulla montatura iOptron ieq45PRO, con il suo ottimo software ed un GO-TO che non perde un colpo. Tutti gli oggetti nel campo inquadrato, anche a 200x, magari non sempre al centro ma comunque a portata di campo inquadrato. 
Rilassati, con una bibita fresca a godersi un po' di fresco notturno. Un modo anche per lasciarsi i pensieri alle spalle e ritrovare serenita' nell'osservare il cielo.
In ordine di catalogo di Messier, che, a differenza del catalogo NGC e seguenti, non segue un ordinamento per ascensione retta... Una lista non esaustiva, solo una traccia per perdersi nel cielo estivo alla ricerca di questi oggetti cosi' affascinanti.Vi siete mai chiesti come potrebbe essere vivere su un pianeta che orbita attorno ad una stella di un ammasso globulare?

venerdì 1 giugno 2018

Il gioco si fa duro

Mi piacciono le sfide, lo ammetto.

Ed e' proprio una sfida questa: un C11 XLT su AZEQ5 in altazimutale dal balcone di casa...

Non voglio tradire la mia filosofia di osservatore cittadino ( il C8 e' comunque pronto in una borsa da viaggio, non si sa mai ). 

La AZEQ6 sarebbe stata piu' opportuna, lo ammetto, ma gli ingombri non mi permettevano di usarla comodamente.
La AZEQ5 ha un treppiede deluxe che si infila perfettamente nel mio balcone ed e' piu' compatta ( ed ha un prezzo piu' abbordabile ). La uso comunque solo in altazimutale, in equatoriale non la vedrei proprio a sostenere un C11.
Alcune accortezze basilari vanno comunque rispettate:
- Il bilanciamento deve essere perfetto, sia sull'asse verticale che in quello orizzontale;
- Poggiando su una superficie dura e liscia, e' necessario pensare ad un sistema per ridurre le vibrazioni, tipo i pads antivibrazioni ( che vengono fatti pagare uno sproposito ) o dei puntelli di gomma para autocostruiti ( molto meglio ).

Con gli accessori basilari, cercatore 9x50, visual back da 2 pollici, diagonale da 2 pollici e un oculare plossl normale arriviamo a circa 14kg ( pesati ).
Per utilizzarlo con profitto sulla AZEQ5 il C11 e' stato oggetto di una cura 'dimagrante':
- il cercatore originale 9x50 ( buono ma con un attacco demenziale al tubo ) e' stato sostituito da un Celestron Reddot finder da una ventina di euro che, con una montatura goto, fa il suo lavoro senza problemi ( risparmio di circa 500 gr ).
Al suo posto ho aggiunto una barra Vixen in modo da irrobustire il tubo e prevenire flessioni o altro che potrebbero pregiudicare la tenuta alla collimazione.

Dopo il necessario acclimatamento ed una buona collimazione, il potere del C11 si fa sentire e la differenza rispetto al C8 e' notevole.

L'uso del C11 e' visuale e per deepsky. L'hires e' troppo condizionato dal seeing e dalla mia postazione raramente ho un seeing decente ( a parte alcune eccezioni ). In deep sky, anche dalla citta', l'incremento della luce raccolta permette buone prestazioni.

Se la serata promette bene, appena cala il sole il C11 e' sul balcone ad acclimatarsi, almeno 2 ore.

sabato 26 maggio 2018

Io e la sua ombra

Sperando di non incorrere nel solito acquazzone serale di questo maggio 2018, la nottata del 25 la volevo dedicare ad un po' di hires con il C11.
Le previsioni meteo erano favorevoli, il seeing non era pero' ottimo e l'umidita' parecchia.

Ho lasciato acclimatare il C11 gia' dalle 19, sul balcone, per averlo quasi pronto per le 22/23.

L'attesa non e' stata vana: ad attendere c'e' un Giove pieno di dettagli e 2 macchioline che si inseguivano: una piu' chiara, Io, e la sua ombra, nettissima, che si stagliava sul disco del pianeta.

Le ho seguite all'oculare Celestron Omni 9mm, che mi dava  311x, provando anche a tirare fino a 700x ( Omni 9mm + Barlow 2,25 ), il C11 li reggeva ma il seeing li permetteva solo in brevi momenti.

Ho passato un'ora all'oculare seguendo questo delicato balletto a due sul disco di Giove, fino a quando, verso mezzanotte, Io e' uscito e la sua ombra e' stato inghiottita dal buio cosmico....