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venerdì 27 febbraio 2026

Il 2026 parte con uno strumento nuovo: dobson Explore Scientific 16 ultra light + base con motorizzazione OnStep

Tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 ho voluto cambiare un po' di strumentazione, un po' per curiosita' e un po' per affrontare qualche sfida nuova.

Tante cose nuove e tante cose da imparare.

A ottobre ho venduto il mio fidato C11, dopo anni di onorato servizio, e volevo confrontarmi con qualcosa di diametro maggiore. Ma diametro maggiore vuol anche dire una montatura in grado di gestire un diametro maggiore. La Skywatcher AZEQ6 che usavo con il C11 e' una ottima montatura e gestiva benissimo il C11 ma non era proponibile per diametri, e soprattutto pesi, maggiori. 

La scelta e' quindi caduta sui modelli dobson, di cui avevo poca esperienza, se non per gli strumenti provati in occasione di vari star party.

Una condizione imprescindibile, pero', era che fosse possibile utilizzarlo per fare imaging hi-res, quindi doveva essere motorizzato ( o motorizzabile ). 

Il mio bugdet non era elevato, anzi, quindi ho dovuto a malincuore scartare i modelli artigianali italiani che sono, devo ammetterlo, favolosi. Ho scartato anche lo Skywatcher 16 Synscan, perche' troppo pesante e ingombrante ( altra condizione imprescindibile era che fosse tutto utilizzabile e spostabile da una sola persona ).

Dopo un po' di ricerche, il discorso tuttavia e' lungo e non cosi' lineare, la scelta e' caduta sull'Explore Scientific 16 UL

sabato 29 novembre 2025

Considerazioni sul Celestron C11

Questa non e' una vera e propria prova o recensione di questo famoso e conosciuto telescopio, ma invece qualche commento, valutazione, consiglio anche, per utilizzarlo bene e soprattutto, per chi non ce l'ha e lo vorrebbe acquistare, cosa aspettarsi.

Ho posseduto questo telescopio per una decina di anni, l'ho installato su diverse montature, piccole e medie ( Skywatcher AZEQ5 ed AZEQ6, iOptron ieq45Pro ), l'ho utilizzato sia su un balcone in citta' che su una terrazza in collina, in inverno, primavera, estate ed autunno. 

Posso quindi affermare di conoscerlo bene, avendolo utilizzato sia per il visuale planetario e deepsky, che per l'imaging planetario. 

Partiamo intanto dai dati del C11:

- Schema ottico: Schmidt-Cassegrain

- Diametro: 11 pollici (279mm) 

- Focale: 2800mm

- Peso: 13kg circa + eventuali accessori

- Lunghezza del tubo: 60cm circa

Al mio avevo installato una barra Vixen supplementare per irrigidire il tubo e un focheggiatore esterno micrometrico per una messa a fuoco piu' fine ( assolutamente necessario ).

venerdì 31 ottobre 2025

Una domenica con lo Skywatcher Heliostar 76Ha

Ho avuto l'occasione di avere in prova lo Skywatcher Heliostar 76Ha, gentilmente prestatomi dall'associazione di cui faccio parte. Per una domenica ho potuto utilizzarlo e fare riprendere qualche immagine del Sole, purtroppo con qualche nuvola sottile che lo copriva a tratti.

Non mi soffermo sulle caratteristiche tecniche di questo telescopio che ha riscosso molta attenzione, si trova tutto in rete, ma vediamo invece come si comporta in pratica. Io non sono esperto di telescopi solari Ha ( li ho utilizzati nei vari Sun party ma non posseduti ) e quindi il mio e' un test di un utente medio.

La Skywatcher vende questo telescopio in una comoda valigetta che contiene gia' un primo setup per utilizzarlo out-of-the-box: prisma con filtro BF ( da utilizzare sempre! ) da 31,8mm, un oculare da 20mm con barilotto da 31,8mm, un pratico schermo di protezione da applicare sul tubo e un adattatore per smartphone molto plasticoso.

Il focheggiatore e' il classico crayford Skywatcher che si vede nei rifrattori e nei newtoniani, morbido e pratico per pesi non eccessivi. La barra vixen ha delle smussature alle estremita' per facilitare l'inserimento nei morsetti.

Il peso e' contenuto e non supera i 4kg con gli accessori quindi e' utilizzabile praticamente con tutte le montature.

sabato 23 agosto 2025

Prisma di Herschel SkyRover: prime impressioni ed utilizzo

Dopo le impressioni sull'ottimo Skywatcher 120/1000, ora e' la volta del prisma di Herschel SkyRover con barilotto da 31,8mm, sempre per l'osservazione solare, campo in cui mi sto appassionando per la insospettabile varieta' di argomenti di studio e di osservazione, anche in luce bianca ( per non parlare delle osservazioni nella banda dell'Halpha, campo in cui tutto e' spettacolare! ). 

Il Sole e' sempre fonte di stupore, e' sempre una continua evoluzione di fenomeni, e' sempre affascinante.

Cominciamo col dire che e' assolutamente identico al prisma di Herschel Tecnosky ultimo modello. La fabbrica e' la stessa fabbrica cinese, poi vengono variamente rimarchiati dagli importatori. SkyRover vende soprattutto su Aliexpress ma poi di fatto alla fine sono sempre gli stessi strumenti o accessori ( ad un prezzo inferiore, giusto ricordarlo... ).

Prima di prenderlo avevo letto una ottima recensione su un forum americano e ottime impressioni da altri utilizzatori sempre su forum americani, quindi non ho avuto dubbi per acquistarlo senza problemi, in ogni caso si tratta sempre di una spesa contenuta e male che vada si sono persi un centinaio di euro. 

Da quello che si legge dal produttore e dagli importatori, questo prisma di Herschel puo' essere utilizzato con rifrattori fino a 100-120mm di diametro.

domenica 27 luglio 2025

Skywatcher acromatico 120/1000: prime impressioni

L'ultimo arrivato in casa e' un rifrattore acromatico, molto conosciuto, 120/1000 in livrea glitterata Black Diamond che ho acquistato usato principalmente per l'osservazione del sole. Era un tarlo che avevo in testa da qualche tempo e cosi', trovata una offerta adeguata, l'ho preso. Ho preso poi anche un prisma di Herschel ( ne parlero' in altro prossimo post ). 

Non mi dilungo sulle sue caratteristiche e sulle immagini di questo telescopio che sono disponibili in tanti siti: e' un rifrattore che e' sul mercato da molto tempo, prima con marchi differenti ( Celestron, Konus, Helios, Ziel, ecc ) e ultimamente con il marchio Skywatcher. Questa versione non ha la cella collimabile ed ha un focheggiatore a pignone e cremagliera ( per fortuna!, non amo i crayford economici ) classico del marchio SW.

Nonostante l'abbia acquistato per le osservazioni solari, l'ho testato e provato anche sul cielo notturno perche' comunque ho intenzione di utilizzarlo come telescopio mordi e fuggi per osservazioni veloci senza dover aspettare il cooldown degli altri telescopi che posseggo ( tutti riflettori ). 

Prima di tutto il controllo della collimazione che e' risultata regolare, con gli anelli di diffrazione piu' nitidi in extrafocale, mentre in intrafocale e' presente, ovviamente, dello sferocromatismo che tende ad impastare gli anelli. Direi tutto nella norma, anche confrontato con gli altri acromatici che ho avuto. 

sabato 1 marzo 2025

Skywatcher Newton 250PDS - parte 2

Dopo la prima parte dedicata alla parte meccanica e statica dello strumento, vediamo come si comporta sotto al cielo. 

Ho provato a dare una occhiata con l'oculare fornito, il SW 28mm, un funghetto con paraluce twist che ricorda i Pentax XW ( purtroppo solo nella meccanica, l'ottica e' altra cosa ). 

Mi domando come si possa fornire un oculare come questo con un telescopio simile: ha uno schema semplice a 3 lenti, e' limpido e trasparente, ma non puo' essere corretto per un'ottica a f4,7, ed infatti gia' da meta' campo le stelle appaiono distorte. Confrontato con un GSO Superview 30mm, quest'ultimo si comporta meglio, certamente non fino ai bordi, ma con un campo corretto piu' ampio del SW 28mm.

Un'ottica aperta a f4,7 mette in crisi o comunque mette in risalto i difetti degli oculari utilizzati: solitamente il 70/80% del campo e' corretto, il resto 'sfuma' verso il bordo. 

giovedì 13 febbraio 2025

Skywatcher Newton 250PDS - parte 1

Dopo un po' di tempo che mi ero ripromesso di non acquistare altri telescopi ci sono cascato di nuovo.... E sono tornato ai miei vecchi amori adolescenziali, i telescopi Newton! 

Tralascio tutte le considerazioni storico-nostalgiche del caso, mi limito solo a ricordare che nella meta' degli anni '80 per un ragazzo il passo successivo ad un rifrattore da 50/60 mm era un telescopio newton, solitamente declinato nell'eterno 114/900 e similari ( i piu' abbienti potevano aspirare ad un SC da 20cm ). Io sono stato piu' fortunato perche' ho posseduto (e goduto!) un newton Mizar 120/720, venduto purtroppo nel '96, e di cui ho tanti e positivi ricordi. 

Torniamo ai giorni nostri. Era da un po' che mi frullava in testa l'idea di prendermi un newton e cercavo soprattutto i modelli da 250mm di diametro e rapporto focale 4 o 5 in modo da limitare gli ingombri e soprattutto il peso. 

Avrei preso anche un 300mm a f4, ma il peso di 20kg avrebbe messo in difficolta' le montature che posseggo. Perche', ricordiamolo, un telescopio newton sulla carta e' molto semplice: uno specchio primario parabolico, un secondario piano e poi? Un tubo enorme, lungo quasi quanto la focale e quindi non leggero. 

Ho cercato un usato per qualche mese, senza nessuna fretta. Mi allettava un'offerta di un OrionUK da 250 f6,3, nuovo, ma il tubo in alluminio lungo 1,5m non sarebbe stato facile da gestire e mi avrebbe obbligato a cambiare montatura. Per limitare i costi le uniche alternative erano GSO e Skywatcher a f4 o 4,7. Alla fine e' arrivato, un usato come nuovo, tenuto oserei direi maniacalmente bene, completo di correttore di coma. 

L'oggetto della prova, lo Skywatcher 250PDS, un newton 250mm a f4,7.

sabato 18 gennaio 2025

Ouranos - dopo un anno di utilizzo

Giusto a febbraio parlavo di questa app e adesso dopo quasi un anno di utilizzo posso dare qualche valutazione piu' estesa, anche perche' nel frattempo ( e con notevole soddisfazione da parte mia ) l'app si e' rinnovata, non nella sostanza ma in qualche piccolo gradevole particolare.

Partiamo dalla grafica, a cui sono stati apportati alcuni ritocchi, che non ne stravolgono le funzionalita' ma anzi le rendono piu' facili da 'leggere'. 

Le informazioni sono ora disposte in maniera piu' leggibile, sono piu' complete e risultano graficamente molto gradevoli. Come prima alcune funzionalita' sono solo a pagamento, ma la versione gratuita e' comunque usufruibile pienamente.

Migliorata la messaggistica.

Nelle previsioni viene indicato ( o almeno cosi' sembra ) l'algoritmo utilizzato. E per fortuna le previsioni si rivelano il piu' delle volte esatte, con gli scarti maggiori che si rivelano essere quelli relativi alle previsioni del seeing, il vero tallone d'Achille di tutti le app o i siti di previsioni meteorologiche ( vedi anche meteoblue ), ma a cui si puo' supplire con l'esperienza osservativa accumulata negli anni. So riconoscere quando una serata puo' essere dedicata all'hi-res... 

Dopo un anno di utilizzo, questa app si e' dimostrata comunque affidabile ed e' un compagno di osservazioni ormai quasi insostituibile. 

Allego qualche screenshot esplicativo del restyling grafico. 

domenica 8 gennaio 2023

Sfida tra ortoscopici: T-Japan 6mm vs Baader Classic Ortho 6mm

Ortoscopico: oculare che restituisce una immagine con correzione ottica uniforme su tutto il campo apparente ( dal greco visione corretta ).

Quando si parla di oculare ortoscopico si intende solitamente lo schema di Abbe ( che lo creo' nel 1880 ): un tripletto ( lente di campo, verso il telescopio ) e una lente oculare ( verso l'osservatore) piano-convessa con la convessita' verso l'interno. Storicamente erano identificati dalla sigla OR. 

Gli ortoscopici sono sempre stati i migliori, o tra i migliori, oculari per l'alta risoluzione: stelle doppie, Luna, pianeti, e non possono mancare nella dotazione di ogni astrofilo. Negli ultimi anni sono stati un po' relegati in disparte a favore di oculari con campo apparente piu' ampio, perche' gli ortoscopici hanno un campo solitamente di 40-45 gradi apparenti e una estrazione pupillare molto ridotta ( circa 0,8 x focale ), ma dalla loro hanno il fatto di essere molto trasparenti ( hanno solo 4 lenti al contrario di quelli con campo apparente piu' ampio che ne hanno 6 o piu' ) e molto corretti dalle aberrazioni, sia cromatiche che geometriche. Si usa dire che e' sempre meglio avere meno vetro possibile per le osservazioni hi-res ( less is more ). Meno lenti significa anche una immagine piu' stabile, e questo aiuta nelle osservazioni ad alto ingrandimento a cogliere i rari momenti di calma atmosferica.

E ora veniamo ai 2 contendenti, che sono entrambi ortoscopici da 6mm ma non sono uguali nelle loro caratteristiche: il classico T-Japan 6mm e il Baader BCO 6mm.

lunedì 26 dicembre 2022

Il collimatore Reego pro: un vero toccasana!

A volte ci sono piccole cose che possono cambiare, in meglio!, la vita dell'astrofilo. Senza retorica, il collimatore Reego ( ma penso anche gli altri basati su led e copiati da questo ) e' una di queste. 

Intendiamoci, per la collimazione, a parte esigenze veramente particolari, potrebbe bastare lo star test ma perche' non avere un po' di comodita' in piu'?

Non mi voglio dilungare su cosa voglia dire l'acronimo R.e.e.g.o. ( Recognisement of Elements Extraxiality through Glows Observation; Recognisement of Elements Extraxiality by Glance Observation ) e sulle sue caratteristiche, che si possono trovare in rete, ma sull'utilizzo che ne ho fatto sui miei telescopi e sull'esperienza che ho tratto dopo qualche utilizzo.

C'e' da dire che il suo utilizzo, e aggiungo la sua utilita', e' diverso a seconda del tipo di schema ottico del telescopio usato. Ma andiamo con ordine.

Il problema della collimazione di un telescopio si presentera' sicuramente prima o poi nella vita di ogni astrofilo. 

sabato 8 ottobre 2022

Tecnosky rifrattore 152/900 v3 - parte 2

Dopo l'introduzione, ho voluto fare almeno una decina di uscite con questo telescopio prima di esprimere un giudizio, in modo da testarlo in svariate situazioni di seeing e trasparenza del cielo oltreche' di oggetti astronomici osservati. Ho avuto modo anche di confrontarlo con gli altri telescopi che possiedo, anche se sono destinati ad usi diversi ( piu' propensi all'alta risoluzione o al cielo profondo ). 

La prima impressione che ho avuto e' che e' uno strumento specializzato, mi spiego, non e' un tuttofare, non e' un allround con cui si puo' fare tutto. Era quello che mi aspettavo ed e' stato confermato, in parte

Perche', c'e' un pero'. Perche' dopo un po' di utilizzo sono rimasto stupito delle sue prestazioni. Non gli si puo' chiedere di essere un apo ( il prezzo non mente ) e nemmeno un doppietto ED ( anche in questo caso il prezzo non mente ), ma come acromatico corto non e' niente male. In realta', basta accettare quella che e' la sua natura di acromatico con cromatismo sugli oggetti luminosi, perche' la qualita' ottica c'e', la nitidezza, la focalizzazione, lo snap test, sono molto buoni e possono dare risultati non aspettati. 

mercoledì 28 settembre 2022

Tecnosky rifrattore 152/900 v3 - parte 1

Questa estate del 2022 mi ha fatto venire voglia di un telescopio per bighellonare tra le stelle e gli ammassi, senza fretta ne troppo impegno, come un turista spaziale. Niente alta risoluzione, ma qualche serata tranquilla a godersi il fresco ( poco ).

Ho gia' avuto qualche rifrattore rich field e mi era piaciuto ( ad esempio il SW 120/600 ), oppure qualche apo ( ad esempio il 115/800 ), volevo provare qualcosa di piu', non di impegnativo ma di piacevole da utilizzare. 

Le osservazioni in alta risoluzione, ad esempio per Luna o per i pianeti, per carpire i dettagli piu' fini sono comunque impegnative. Ho telescopi adatti a questo e ne sono pienamente soddisfatto. Ma, a volte, se la serata non e' perfetta, e' piacevole comunque osservare il cielo, per il gusto di osservare un panorama celeste, persi nei propri pensieri. La trovo una attivita' piacevole ed appagante, quasi meditativa. 

Per motivi di spazio in casa e di carico sulla montatura ho escluso subito i rifrattori lunghi, che pure mi sarebbero piaciuti. Rimanevano pochi modelli e la scelta e' caduta sul classico acromatico 152/900, che ho trovato usato nella versione v3, praticamente come nuovo.

mercoledì 16 febbraio 2022

Un anno con il GSO Classic Cassegrain 8


Poco piu' di un anno fa circa ho preso il GSO Classic Cassegrain da 8 pollici, perche' volevo provare qualcosa di diverso dagli SC, volevo soprattutto un riflettore puro, solo specchi senza correttori.

Inoltre, che avesse il tubo aperto. Avevo avuto problemi di condensa sulla lastra del C8, nonostante usassi un bel paraluce, e non mi sono mai piaciuti i sistemi che riscaldano la lastra degli SC ( possono creare turbolenza locale e io ne ho gia' tanta di quella atmosferica ).

Mi incuriosiva lo schema Cassegrain classico, per anni lo schema prediletto dei telescopi professionali.

Bene, dopo aver letto un paio di recensioni positive e qualche post nei forum americani, un anno fa mi sono deciso e l'ho preso.

Ora, a distanza di un anno circa, dopo aver fatto grossomodo una cinquantina di uscite con il CC8, posso tirare le somme.

giovedì 29 luglio 2021

AstroBerry con Raspberry Pi 4 - parte 2


Nella prima parte abbiamo visto una panoramica di Raspberry PI4, ora pero' ci addentriamo nella parte che ci interessa piu' da vicino e cioe' il suo utilizzo come smart device per astrofotografia.

Prima di vedere come fare, e' utile ricordare che tutto quello che viene installato viene manutenuto gratuitamente da una community di astrofili ed informatici appassionati. Credo che sarebbe moralmente corretto lasciare almeno il costo di un caffe' nel form di invio di denaro tramite paypal nel link sottostante. Pensate al tempo e al denaro che si risparmia utilizzando una soluzione gratuita, testata, manutenuta senza chiedervi nulla in cambio. Io il mio caffe' con il cornetto l'ho offerto, spero che anche voi facciate lo stesso.

Questo e' il link ad Astroberry https://www.astroberry.io/ dove trovate tutte le info per scaricare ed installare i software che ci servono. 

mercoledì 28 aprile 2021

Mystarrynights.at testa il Classical Cassegrain 8


In rete ho trovato un test del CC8 su un sito austriaco molto popolare:  http://www.mystarrynights.at/tst/TS%20203%20f12%20Cassegrain/

Condivido molto delle loro positive impressioni e anche il lavoro iniziale di collimazione ( che sembra abbastanza comune con i prodotti GSO ) che porta poi a ottimi risultati sul cielo.

Il loro approccio utilizza sempre i laser per la collimazione iniziale, ma chi non lo ha, basta un cheshire. Sempre, sempre, sempre, e' poi lo star test a dare il tocco finale.

Non menzionano il focheggiatore, secondo me vero tallone d'Achille del telescopio...


Buona lettura ( il testo e' in tedesco ma ci aiuta Google Translator )!



lunedì 8 marzo 2021

GSO Classical Cassegrain 8 - parte 2

 

Dopo la presentazione dello strumento, eccoci al test vero e proprio sul cielo e alle mie impressioni a confronto con il mio ex C8xlt; dopo una decina di uscite penso di avere abbastanza dati a disposizione per tirare le somme e dare un giudizio equilibrato dello strumento in questione.

Per il test, lo strumento e' stato montato su una montatura iOptron ieq45 PRO AZ, che ovviamente lo regge senza problemi.

Tutto questo test e' incentrato sul Cassegrain Classic 8 e sulle differenze rispetto al suo competitor principale, cioe' il C8xlt. Naturalmente, si basa sulle esperienze che ho, e ho avuto, sugli esemplari in mio possesso. 

Una premessa e' d'obbligo: sul CC8 va curata la collimazione; ho notato che rispetto ad altri telescopi, una scollimazione, anche di poco conto, puo' portare ad un degradamento consistente delle immagini in alta risoluzione.


La collimazione non e' velocissima ma non e' assolutamente difficile, basta utilizzare gli strumenti adatti, che in questo caso sono un cheshire e 3 chiavi a brugola ( non comprese con il telescopio ) da 2,5, 3 e 4 mm.

Si parte di giorno con la collimazione del secondario ( ottima cosa che non si debba usare un cacciavite ma una chiave a brugola da 4mm ) usando il cheshire e centrando il marcatore sul secondario. 

Di notte, a ingrandimenti crescenti, controllando su una stella sfocata se c'e' coma, si agisce sul primario, sbloccando con la vite a brugola da 2,5mm e regolando con quella da 3mm.

Per ultimo si ricontrolla di nuovo la collimazione del secondario ed il gioco e' fatto. La collimazione viene mantenuta quindi puo' essere un'operazione da compiere ogni tanto ( ma io sono pignolo e controllo spesso ).

In rete si trovano comunque vari tutorial e posso confermare che non e' difficile, nella mia esperienza ho trovato piu' difficile collimare i Newton, soprattutto quelli piu' aperti di f5.

martedì 3 aprile 2018

Vintage - Mizar AR 120 SL Newton 120/720

Dopo il mio primo telescopio, un insignificante rifrattore da 50 mm, praticamente inutilizzabile, questo e' stato per una decina di anni il mio strumento.

Ho trovato, su un vecchio e mitico Orione dell'anno di grazia 1986 ( quella della sopravvalutata cometa Halley ), un inserto pubblicitario della Miotti che lo riguarda:


Il Mizar AR 120 SL nella pubblicita' della Miotti ( il colore del tubo in realta' era il rosso Mizar )

All'epoca, proprio per il ritorno pubblicitario fornito dal passaggio della Halley, che compariva in libri, pubblicita' di telescopi e servizi tv,i telescopi erano in vendita in molti negozi di ottica e fotografia, e addirittura a Verona c'erano un paio di negozi di soli telescopi ( a parte Mario Spada, che merita un discorso a parte, un altro negozio era nelle vicinanze di piazza R. Simoni ). 
Le mie finanze erano nulle, avendo 12 anni, e quindi confidavo in qualche regalo. Mario Spada era un mito ma i suoi prezzi erano fuori portata: produceva e vendeva strumenti possenti e cari non adatti ad un dodicenne. 
Con mio padre passammo in rassegna praticamente tutti i negozi di ottica.
La scelta stava per cadere sul classico dei classici 114/900 fino a che, fortunosamente, in un negozio di fotografia vicino all'ospedale di Borgo Trento non trovammo un altro strumento adatto: il Mizar AR 120 SL che io conoscevo perche' compariva nella pubblicita' di Miotti ( ne sapevo piu' del negoziante ). 
Unico problema? Il prezzo: Lire 1.300.000 e rotti. 


Il listino di Miotti del 1986

Che fare? Trattare! Mio padre propose un unico pagamento, niente rate, e il negoziante si piego': alla fine il telescopio fu mio per Lire 1.050.000 !!

Sembrava ( e lo sarebbe stato, anche agli occhi di un osservatore di adesso ) costruito molto bene. L'intubazione era fatta bene e la montatura era robusta ( niente a che vedere con i 114/900 di allora ).
Alla prova dei fatti, dopo una gavetta iniziale prolungata per capire bene come funzionasse, si rivelo' un ottimo telescopio: nitido, molto luminoso, abbastanza stabile.
Fantastico era il libretto di istruzioni in giapponese!!!
I difetti? La montatura senza cannocchiale polare ( un accessorio troppo costoso per le mie finanze ) che mi costrinse ad utilizzare metodi approssimativi per centrare il polo, con conseguenti problemi a puntare gli oggetti utilizzando i cerchi graduati ( ma tanto utilizzavo il vecchio metodo dello star hopping ) e il treppiede di alluminio un po' leggerino; il focheggiatore, un pignone e cremagliera con qualche gioco di troppo.
Gli oculari erano un K25 (29x) e un OR7 (103x) piu' una lente di Barlow cromatica ( si, si ) e il classico filtro lunare verde. Anni dopo ho aggiunto un OR4, inutilizzabile ( non per colpa del telescopio )...


Il Mizar AR 120 SL illuminato da una torcia rossa

Mi ha sempre dato molte soddisfazioni ( anche se non ho visto la cometa di Halley... ), soprattutto per gli oggetti estesi come nebulose e ammassi aperti.
Rileggendo i miei vecchi report osservativi, si comportava bene anche con i pianeti.

Negli anni l'ho poi smontato e rimontato, l'intubazione era ottima, il tubo robusto, ed era possibile collimare sia il primario che il secondario. Solo il focheggiatore non sono riuscito a migliorarlo.

E, mi chiederete, che fine ha fatto? Purtroppo nel '96 l'ho venduto, e me ne pento ancora.