sabato 26 ottobre 2024

Astrocooler versione light

Mi ero gia' occupato di crearmi un astrocooler, con un ventilatore da barbecue, che aveva pero' un difetto: la dipendenza dalle pile stilo. Era tedioso doverle cambiare spesso. Ho cambiato quindi approccio, sempre pero' cercando le soluzioni piu' economiche: ecco quindi l'astrocooler versione light!

Per chi non sapesse cosa e' un astrocooler, e' un qualcosa che serve a far acclimatare i telescopi che hanno il tubo chiuso da una lastra frontale, ad esempio gli Schmidt Cassegrain o i Maksutov, soprattutto per quelli che non hanno delle feritoie ( es. Celestron Edge HD ) o delle ventole per lo scambio termico.

Ne esistono in commercio ma hanno dei prezzi a dir poco scandalosi. Con pochi euro si possono costruire da soli e in piu' si aggiunge la soddisfazione personale di aver creato qualcosa di utile alla propria passione astronomica.

Con l'arrivo della stagione fredda torno ad usare gli astrocooler per velocizzare l'acclimatamento del C11, stavolta cambiando approccio: invece di iniettare aria fredda nel tubo, estraggo quella presente nel tubo ( il che mi permette di non dover utilizzare un filtro per l'aria immessa, ne di dovermi preoccupare che entri umidita' nel tubo ).

I materiali utilizzati sono stati veramente pochi: un foglio o un ritaglio di plastica, per realizzare il barilotto, nastro telato, carta velluto ( opzionale, io ne ho sempre qualche pezzo ), una ventola per pc con connettore usb, una powerbank piccola ( sono di solito dei gadget che danno alle fiere, hanno una capienza limitata ma sufficiente per il nostro scopo, la ventolina non consuma troppo ).

sabato 28 settembre 2024

Conferenza "Comete: messaggeri del passato"

In attesa della cometa C/2023 a3 Tsuchinshan Atlas ( da molta stampa non specializzata gia' denominata 'cometa del secolo', non so per quale motivo, ma credo per qualche click in piu' sulla notizia ), sono stato alla conferenza "Comete: messaggeri del passato", organizzata dagli Astrofili della Valdillasi, di cui sono socio. 

Il dott. Paolo Ochner ( nella foto sottostante ), dell'osservatorio astrofisico di Asiago, Universita' di Padova, e' stato molto bravo nell'esposizione, chiara ma esaustiva.

Dopo un breve excursus sulle comete nella storia, il relatore ha parlato delle varie caratteristiche che descrivono questi corpi celesti sia dal punto di vista fisico che astronomico, ad esempio la loro origine, la loro orbita ( se compresa nella fascia di Kuiper, KBO Kuiper Belt Object, o nella nube di Oort ), le varie tipologie, la grandezza e composizione dei vari nuclei, l'analisi spettrografica e la relazione con gli sciami meteorici. 

Una curiosita': non sapevo che Plutone, vista la sua composizione che comprende parecchio ghiaccio, fosse considerato un 'cometone', e che se la sua orbita lo avvicinasse al Sole diventerebbe una enorme cometa. Non si finisce mai di imparare...

L'ultimo argomento e' stato ovviamente la cometa C/2023 a3 Tsuchinshan Atlas, che dalle ultime previsioni non dovrebbe superare la seconda magnitudine ( l'anno scorso si pensava addirittura che sarebbe diventata piu' luminosa ). Vedremo, anzi, come era scritto in una slide della conferenza 'La aspettiamo al varco', dopo che ha raggiunto il perielio.

Cieli sereni e un grazie al dott.Paolo Ochner per l'ottima conferenza!

mercoledì 31 luglio 2024

Gli oculari GSO SuperView 30mm & 42mm

I GSO SuperView sono oculari economici, declinati in varie focali ( se non mi sbaglio da 15mm e 20mm con barilotto da 31,8mm, 30mm, 42mm e 50mm con barilotto da 2 pollici ), made in Taiwan, molto spesso forniti con i dobson del marchio GSO/Tecnosky/TS. 

Non ho esperienza delle focali piu' corte (15 & 20) ma ho posseduto un 42mm e ora possiedo e uso con profitto il 30mm. Uso le focali lunghe solo per cercare gli oggetti e quindi non ho mai sentito il bisogno di avere oculari di pregio e costosi (es: Televue o Pentax ) per queste focali. Li ho provati e li ho trovati fantastici ( soprattutto i Televue, un po' meno i Pentax XW da 30 e 40mm ) ma il costo e il peso non mi hanno mai invogliato all'acquisto. Nelle focali piu' lunghe di 25mm ho avuto un Maxvision 28mm/68 gradi (analogo al fratello Explore Scientific) che non mi capacito ancora perche' ho venduto (era ottimo ma pesante come una granata), qualche Plossl da 32 e 40mm ( con una visione stile buco della serratura ) e un Baader Hyperion Aspheric da 36mm che non mi ha mai convinto.

L'equivoco sui Superview nasce dal fatto che erano ( o forse sono ancora ) dati in dotazione con i dobson fabbricati da GSO ( e variamente rimarchiati TS ), quindi con telescopi dal rapporto focale molto aperto, tipicamente f4-f5, quindi poco adatti ad oculari Erfle semplici come sono i Superview.