domenica 27 dicembre 2020

Celestron XCel-Lx barlow 3x

La Celestron ha sempre avuto un buona reputazione con le sue barlow, basti ricordare la famosa barlow Ultima. Qualche anno fa ha rinnovato la serie con l'arrivo delle barlow XCel-Lx, con serigrafie e grafica simili a quelle degli oculari omonimi, di cui ho un paio di esemplari che uso spesso e che mi soddisfano. 

Avendo ripreso l'attivita' di imaging planetario avevo bisogno di una buona barlow 3x da affiancare alla 2.25x Baader che gia' possedevo, per avere piu' opzioni di campionatura. Ho deciso di acquistare la barlow 3x Xcel-Lx, anche in virtu' di una buona offerta di prezzo.

La scatola e' piuttosto minimale, niente cofanetto, solo cartoncino e tappi superiore e inferiore. Costruttivamente la barlow sembra solida e ben fatta ( qualche dubbio sulle serigrafie che potrebbero scolorirsi ), piacevolmente robusta e anche non troppo leggera.

Fa parte della schiera di barlow 'corte', a differenza delle cosidette 'lunghe' ( ad esempio la Televue barlow 3x, probabilmente secondo le recensioni la migliore - in realta' e' pubblicizzata come lunga ma potrebbe vignettare ugualmente con oculari di medio-lunga focale ).

Dal punto di vista ottico la barlow Xcel-Lx 3x e' definita apocromatica.


Messa fianco a fianco all'altra barlow che possiedo ( Baader 2.25x ), le differenze costruttive sono notevoli. Innanzitutto, e per fortuna!, gli oculari sono fissati con anello di serraggio ben fatto ( anche da un punto di vista della sicurezza del treno ottico, mi sento piu' sicuro se la camera di ripresa e' collegata tramite anello di serraggio piuttosto che da una vitina... ). 

Altro particolare che mi ha fatto piacere e' la filettatura per i filtri. Quindi, riassumendo, promossa a pieni voti per la parte meccanica, niente da eccepire.


Passiamo ora alla prova sul campo, eseguita con un C8xlt ( per riprese e per test visuale ) e un rifrattore apo 115/800 ( esclusivamente per test visuale ).



TEST FOTOGRAFICO

Questa e' una delle immagini ottenute con la ZWO Asi224, direi che la barlow si e' comportata bene, non si notato aberrazioni significative e la cromatica e' sotto controllo. Anche la risoluzione e' molto buona ( tutto relativo al setup di ripresa ovviamente, leggi qui ). 

Mi sono trovato molto bene, tanto che e' diventata parte essenziale del mio setup di ripresa planetaria  con il C8.


TEST VISUALE

Per il test visuale l'ho utilizzata con un oculare Baader BCO 18mm, per una focale equivalente di 6mm, e un diagonale TS non dielettrico da 50,8mm con riflettivita' 91%. Per la comparazione, ho utilizzato un BCO 6mm e un T-Japan 6mm.

NB: con il BCO 18mm era evidente la vignettatura dell'immagine e qui la natura di barlow corta si fa sentire.

Il periodo di test e' stato tra ottobre e dicembre 2020.

Con il C8 gli ingrandimenti sono stati circa 340x ed ho osservato la Luna al primo quarto in una serata di seeing medio.

Soggetto della serata sono state le rimae, caratteristiche geologiche lunari che mi sono molto care. La nitidezza complessiva e' sempre stata ottima, come pure il contrasto. Notevole la sensazione di limpidezza dell'immagine, come se non ci fosse una barlow, cromatica non evidente nel bordo lunare. Effetto di parallasse minimo.

Nei pressi della rima Hadley, le ombre nette dei monti Appennini erano impressionanti. Bellissimi alcuni pinnacoli illuminati per meta' dalla luce del sole, quasi a formare un corona di luci.

A tratti sembrava visibile la rima della Vallis Alpes, ma il seeing non buono non mi ha permesso di confermarne la visione.

Nella comparazione tra BCO 18mm + barlow 3x e BCO 6mm, ha vinto senz'altro la coppia: meno luce diffusa e piu' comodita' osservativa.

Ha prevalso invece il T-Japan 6mm rispetto a BCO 18mm + barlow 3x per la nitidezza e il contrasto ma non, ovviamente, per la comodita' osservativa.


Con il 115, la barlow migliora l'astigmatismo ai bordi del BCO 18mm accoppiato a questo rifrattore ( senza barlow, limitatamente al campo di un OR classico, 40-45 gradi AFOV, l'oculare e' nitidissimo, ma oltre i 45 gradi le aberrazioni ai bordi si fanno sentire, soprattutto l'astigmatismo - con la barlow migliora tantissimo, vignettatura a parte ) e gli ingrandimenti sono 133 circa.

Visti gli ingrandimenti poco elevati, oggetto del test e' la nebulosa di Orione (m42), limitatamente alla sua parte piu' interna.

Nella comparazione tra BCO 18mm + barlow 3x e BCO 6mm, c'e' un sostanziale pareggio: contrasto e visibilita' delle volute della nebulosa sono gli stessi. Togliendo e rimettendo l'oculare e il complesso barlow+oculare non ho trovato differenze a favore dell'uno o dell'altro. Anche nella focalizzazione non ho trovato differenze. Con il T-Japan 6mm, anche questa volta, come con il C8, le cose sono diverse: la visione e' lievemente migliore, soprattutto il contrasto, sembra di osservare ( ed effettivamente e' cosi' ) con meno vetro.

NB: una sera di buon seeing con il 115 era visibile la componente E del trapezio, una capocchia di spillo ma evidente.


CONCLUSIONI

Soddisfatto, anzi, molto soddisfatto. Ottima la qualita' ottica e meccanica, si tratta di un prodotto affidabile e duraturo, proposto ad un prezzo corretto. Il fatto che ci sia vignettatura con oculari di media-lunga focale e' tipico delle barlow corte, per me non e' comunque stato un problema.

Cieli sereni!


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