venerdì 5 ottobre 2018

Il "solito" paraluce

Il "solito" perche' l'autocostruzione di un paraluce e' un classico per gli astrofili.
Nel mio caso, il paraluce era necessario ( gli SC d'inverno si appannano che e' un piacere ) ma non volevo spendere 50 euro ( costo del paraluce originale ) per un pezzo di gomma arrotolata.
Non mi piace poi il paraluce "floscio", lo preferisco rigido. Quelli in lamierino costano addirittura di piu' di quelli arrotolabili.
Quindi, si va di autocostruzione, riservata alle serate piovose.
Riguardo ai costi, devo dire che il materiale che ho acquistato non mi e' servito completamente, ma quello che non ho utilizzato e' stato impiegato per altri progetti.

Procedimento

L'occorrente:
- Lamierino di plastica ( il colore non e' importante, l'interno viene comunque rivestito )
- Carta vellutino nero ( floacking paper )
- Nastro telato
- Una pinzatrice
- Un taglierino
- Un metro per le misure

Si trova tutto nei negozi o magazzini di bricolage.
Il costo non dovrebbe superare i 15 euro, la soddisfazione per essersi fatti da soli un utile accessorio non ha prezzo :-)

1) Prendete le misure e tagliate il lamierino di conseguenza. Il mio ha una apertura libera di circa il diametro del tubo ottico + una decina di cm per la parte che si infila nel tubo ottico. State comunque larghi, si fa sempre tempo a tagliare la parte eccedente.

1bis) Ritagliate anche un bordo sagomato per poter far scorrere il paraluce attorno alla barra ( Vixen o Losmandy ).

2) Piegate il lamierino attorno al tubo ottico e sovrapponete il bordo lasciando una "luce" di qualche mm. Per bloccarlo in posizione usate la pinzatrice da ambo i lati.
NB: fate in modo che la chiusura delle graffette sia all'esterno, cosi' evitate di graffiare il tubo ottico.

3) Se la misura e' corretta, bloccate il lamierino con il nastro telato lungo il bordo sovrapposto e aggiungete altri punti con la pinzatrice.

4) La parte piu' divertente: rivestire la parte interna con la carta vellutino. Ritagliate a striscioline la carta e incollatela all'interno. Potete anche sovrapporre i lembi.
NB: nel mio paraluce non ho aggiunto diaframmi interni a lama di rasoio, non credo siano cosi' necessari per il paraluce e comunque la carta vellutino e' gia' sufficiente ( provare per credere: provate a fare una foto con il flash dell'interno del paraluce, non ci sono riflessi! ).

5) Parte estetica: i bordi esterni andrebbero coperti con nastro telato per non rovinare il tubo ottico. All'esterno potete aggiungere adesivi o colorare il paraluce.

6) Se e' andato tutto bene, il paraluce si infila dolcemente nel tubo ottico fino alla battuta della barra, e' solido e fa il suo dovere.

Buon lavoro!


venerdì 14 settembre 2018

eVscope : una rivoluzione?

Devo ammettere che fino a stamattina non ne avevo mai sentito parlare, fino a quando un mio amico astrofilo australiano mi ha mandato un messaggio chiedendomi se avevo mai sentito parlare di eVscope.

Sinceramente non ne avevo mai sentito parlare e quindi ho iniziato a informarmi.
Non ci sono molte notizie a riguardo, intendo prove strumentali o 'first light', soltanto le info del sito del produttore e poche altre news che ripetono le info del produttore e niente altro.
Ma cosa avevo colpito il mio amico riguardo questo nuovo telescopio? Sicuramente il roboante slogan con cui e' presentato nel sito di crowdfunding Kickstarter: 'eVscope | 100 times more powerful than a classical telescope '.

giovedì 30 agosto 2018

Collurania


Durante una recente splendida vacanza in Abruzzo, non ho potuto fare a meno di visitare l'osservatorio di Collurania, vicino a Teramo. 
Riporto in sintesi da Wikipedia i dati storici:

Una delle varie meridiane ( notare in alto l'equazione del tempo ) 
Fu fondato dall'astronomo Vincenzo Cerulli, al quale è stato in seguito dedicato: questi, infatti, tra il 1890 e il 1893, fece costruire la struttura in località Collurania (da Collis Uraniæ), sui rilievi collinari antistanti la città di Teramo, in terreni di proprietà della famiglia. La costruzione dette poi il nome all'intera frazione sulla quale sorge. 

Circondato da un ampio parco con pini, cipressi e abeti, l'osservatorio, con l'inconfondibile cupola bianca del padiglione principale, rappresenta uno dei tratti più caratteristici del paesaggio locale. 

L’intero complesso dell’osservatorio venne donato da Vincenzo Cerulli allo Stato italiano con atto sottoscritto il 28 giugno 1917.





Il Cooke da 39 cm
Io e la mia compagna siamo giunti a Collurania una afosa mattina di agosto, senza nessuna prenotazione o altro ( ed eravamo gli unici visitatori ).Nonostante tutto, un astronomo ricercatore dell'Inaf ci ha guidati per tutto il centro, con spiegazioni esaurienti e molto interessanti ( un enorme grazie Mauro D.! ).

Vorrei aprire una parentesi riguardo al personale dell'osservatorio: gentilissimi e disponibili.
2 ore che sono passate in un lampo: il fascino del luogo e' notevole e consiglio caldamente di visitarlo.


Il complesso di Collurania, oltre ad un interessante museo di strumenti ( spettroscopi, fotometri, strumenti per la posizione e per la distanza zenitale, camere di ripresa, strumenti per misurare il tempo, ecc  ), si avvale si:



- Rifrattore Cooke di 39cm e focale F/15

Selettore per la velocita' di inseguimento
Il Cooke e' un mastodonte con 6 metri di tubo di ghisa, con un basamento ancorato per piu' di 20 metri nel terreno: ebbene, i vari terremoti lo hanno spostato e si nota molto bene dal decentramento rispetto al pavimento della cupola ( ovviamente non solidale ).


La cupola e' stata totalmente rifatta, motorizzata e coibentata rispetto all'originale ( che era costituita da listelli di legno ).

Sulla colonna del basamento sono presenti le etichette delle stelle osservate con questo telescopio ( tra cui la Nova Cygni 1975 studiata da Piero Tempesti ).
Una particolarita' ( si vede nella foto ): una levetta a forma di T con 2 selettori per L ed S, serviva per selezionare la velocita' di inseguimento ( L - Lunare, S - Siderale ). Non esistevano ancora le pulsantiere odierne!
Il momento piu' emozionante e' stato quando mi e' stato concesso di muovere manualmente il tubo ( con le frizioni sbloccate ) in declinazione e ascensione retta!!!

Il Cooke, nonostante un diametro obiettivo non elevato ( 39cm di diametro sono facilmente raggiungibili per uno strumento anche amatoriale, si pensi alle dimensioni di un C14 da 36cm o ad un Meade 16 ) ha dimensioni ragguardevoli ( come si puo' notare dalla foto foto ).

Lista delle stelle variabili studiate
Certo, e' un rifrattore ( a lungo fuoco per giunta ), ma sembra avere un diametro maggiore. Non ho dati per quanto riguarda il peso, ma considerando che tubo, montatura e basamento sono in ghisa, penso che sia di qualche tonnellata.














- Riflettore Ritchey-Chrétien, con specchio primario di 40 cm e focale F/8. Attualmente smontato per essere riammodernato e remotizzato. Ad uso esclusivamente didattico.

- Riflettore Ritchey-Chrétien con focale F/14, uno specchio primario di 72 cm TNT ( Teramo Normale Telescope ), installato nel 1995 e nato da un progetto dell'osservatorio in collaborazione con la Scuola Normale superiore di Pisa.

Il 72cm, costruito da Marcon nel 1994, e' il telescopio
usato per la ricerca.

Si trova in un edificio a parte ( vedi foto ).

Al fuoco Cassegrain e' posizionata una camera ccd e una
guida fuori asse ( un diagonale forato: al centro passa
il flusso luminoso corretto per il rilevatore, mentre lo
specchio riflette i bordi del campo
dove si fa puntare la stella per
l'autoguida ).
Come nei telescopi amatoriali ma
in scala piu' grande.
Con questo telescopio e la camera ccd si puo' arrivare alla 25
magnitudine!!!!







Prima di andarmene mi sono soffermato sulla bellezza del luogo. I viali alberati, la vista sul Gran Sasso da una parte e le colline dall'altra, la brezza a tratti a mitigare il caldo d'agosto, nell'animo il sapore della storia che si respira su questo colle.